novembre 2, 2012

LE PALESTRE DEL FUTURO

Viene dagli Stati Uniti l’ultima idea per produrre energia attraverso fonti non fossili e ridurre i nostri consumi elettrici: si tratta di una palestra capace di sfruttare il movimento degli sportivi che vi si allenano in modo da produrre corrente elettrica alternata.

A Portland, in Oregon, Adam Boesel, personal trainer e attivo ecologista, ha applicato il sistema alla sua palestra Green Microgym in modo da azzerare la bolletta elettrica. La tecnologia Human Dinamo sfrutta il semplice meccanismo che permette l’accensione di una lampadina sulle comuni biciclette. Le apparecchiature cardio-fitness, munite di questa apparecchiatura non nuova, sono collegate a un impianto per la diffusione in rete dell’energia. E la palestra diventa una piccola centrale elettrica.

Boesel ha mostrato il funzionamento degli impianti: una postazione di quattro cyclettes, collegate ad altrettanti generatori, può produrre da 200 a 600 watts di potenza all’ora. La pedalata continua di un ciclista, in altri termini, è in grado di tenere acceso un televisore di ultima generazione. Naturalmente si tratta di una produzione piuttosto limitata, ma c’è da tenere conto del numero delle macchine, dello sviluppo di questa tecnologia in termini di resa energetica, dell’ampliamento del settore del fitness a livello globale.

Inoltre, il sistema va collocato entro un contesto di eco-sostenibilità integrato. La palestra di Boesel, infatti, è dotata anche di pannelli fotovoltaici e prevede un piano di programmatica riduzione degli sprechi energetici, dal riciclo della carta allo spegnimento di luci, ventilatori e TV quando inutili.

Adottata su larga scala, una politica di contenimento dei consumi può incidere sensibilmente sui problemi ambientali. In una palestra ogni macchinario è in grado di produrre energia sufficiente per alimentare una lampada a basso consumo (20W); ciò significa che una palestra media, che dispone di 40 attrezzi, nell’ora di punta in cui sono tutti funzionanti, risulta autosufficiente per quanto riguarda l’illuminazione.

Si stima che al mondo ci siano 110.000 palestre, dotate di circa 1 milione e 500 mila attrezzature cardio-fitness potenzialmente utilizzabili per la produzione di energia. Dati che possono diventare significativi anche dal punto di vista della lotta all’inquinamento atmosferico. L’energia pulita così ottenuta corrisponde infatti a una mancata emissione di C02.

Si prevedono quindi interessanti novità per il futuro. La Green Microgym sta infatti allargando i suoi orizzonti, grazie a collaborazioni con partner finanziari e alla possibilità di supportare il marchio attraverso la modalità del franchising.

Del resto, non è un caso che anche l’italiana Technogym, leader nel settore, abbia puntato fortemente su questa prospettiva di ecosostenibilità, come dimostra la volontà di divulgarla presso il pubblico alle prossime fiere del Wellness di Rimini e di Parigi.

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